9 Aprile 2024

Il coaching aziendale

Definizione di coaching aziendale: che cos’è?

Il Coaching aziendale è uno strumento a disposizione delle funzioni HR per curare lo sviluppo personale e professionale delle persone in azienda.
Mentre un tempo la ricerca di sicurezza rappresentava il fattore determinante nella scelta di rimanere o di lasciare un posto di lavoro, oggi concorrono sempre più altri fattori legati al benessere e allo sviluppo personale: le persone ricercano aziende che sostengono valori in cui credono, aziende in cui poter essere valorizzati come individui e come professionisti.ì

Cos’è il coaching e perché è utile in azienda?

La parola coaching deriva dal francese “coache”, diventato poi in inglese “coach”, e significa letteralmente “carrozza”. Nella metafora, il coach aiuta il coachee – ovvero il passeggero – nel suo viaggio verso una destinazione prestabilita. 

Il coaching è quindi definito come un rapporto professionale di partnership in cui il coach supporta la persona nel focalizzare l’area di miglioramento su cui lavorare, nel definire in modo preciso un obiettivo e nell’individuare le strategie e i comportamenti da mettere in atto per raggiungerlo.

Le competenze del coach

Il Coach in azienda è esperto della metodologia del coaching e accompagna le persone nella scoperta delle proprie risorse attraverso strumenti specifici. 

Le competenze del Coach sono:

  • Fiducia: la creazione di una relazione di fiducia. È necessario che si instauri un rapporto che permetta al Coachee di credere in primis nel Coach e nel metodo, per poi credere nelle proprie risorse e riuscire così a svilupparle;
  • Ascolto: è un atto intenzionale che impegna l’attenzione del Coach a cogliere quanto l’altro sta riferendo sia in modo esplicito che implicito. L’ascolto attivo presuppone l’utilizzo dell’empatia ed una sapiente gestione del silenzio, un’attenta osservazione alla comunicazione verbale e non verbale, la conoscenza di tecniche per mostrare al Coachee il proprio interesse e per stimolarlo a proseguire il racconto;
  • Atteggiamento non giudicante: mantenere un’apertura mentale che permetta alla persona di essere sé stessa in modo autentico. Giudizi e critiche impediscono alla persona di esprimersi liberamente, vanificando l’efficacia del coaching in cui la partecipazione attiva del Coachee è condizione necessaria per la buona riuscita del percorso;
  • Utilizzo di domande potenti: ovvero domande che permettano alla persona di vedere ciò che prima non riusciva a vedere, trovando da sola le risposte e sviluppando così consapevolezza e responsabilità;
  • Gestione del feedback: la corretta restituzione degli avanzamenti fatti durante il percorso così delle aree di debolezza su cui continuare a lavorare, permette al Coachee di acquisire consapevolezza e progettare i prossimi passi.

Le competenze del coach in azienda, utili a gestire le relazioni e a far emergere il potenziale delle persone - sono sempre più richieste ai leader di oggi che, per trattenere i talenti in azienda migliorare le performance dei singoli e del gruppo, hanno bisogno di passare da una leadership direttiva basata sul comando e controllo ad una più partecipativa attraverso cui ingaggiare le persone.